FOTOPENSIERI INDIA 2008

I tipici Italiani in gita? ... No... molto di più ... e lo vedrete proseguendo...
 
Il primo impatto con l'India non è mai dei più facili. Ti colpiscono i suoni, i colori, gli odori... e le tante diversità con il modo di vivere di noi occidentali. Ci vuole tempo per ambientarsi, comprendere e aderire al nuovo. Provate anche solo a dare un'occhiata ai fili dell'alta tensione. Mi vengono in mente quelle persone amanti del feng-shui che "Ah io non vado a dormire in un hotel dove ci sono i cavi elettrici a 50 metri dalla camera! Non si prende sonno!" Mah... loro dormono profondamente... anche senza materasso.
 
Non è un arrampicatore dell'albero della cuccagna. Lui i fili dell'alta tensione li aggiusta. Protezione sul lavoro? Quella purtroppo manca. Molti muoiono anche così. C'è solo Ganesha al suo fianco per proteggerlo. In India lo pregano perchè ha la facoltà di rimuovere gli ostacoli. Speriamo si siano ricordati di rimuovere la corrente prima di iniziare i lavori.
 
... E come vedete non è l'unico a rischiare...
   
Ma l'India è anche pulizia, ordine, Spiritualità sentita e profonda. La sua bellezza forse è proprio quella di riuscire a far convivere aspetti all'apparenza tanto contrastanti e contraddizioni per noi incomprensibili. Per noi, appunto, che veniamo quasi da un altro mondo, e pretendiamo di giudicare senza conoscere. Non è possibile comprendere la difficile coesione tra povertà e ricchezza di un miliardo e mezzo di abitanti. Facciamo fatica a mettere ordine nelle nostre teste, ma quando siamo là vorremmo insegnare loro come si vive.
 
I nostri architetti, con le loro strutture quadrate e appuntite hanno perso creatività. In India, grazie al cielo, quando costruiscono qualcosa, non dimenticano di metterci un po' di poesia e immaginazione creativa. Hanuman sorveglia e giganteggia. Da noi dicono che sia scultura moderna un enorme cubo che sta in piedi con una sola delle sue punte. L'ho visto. Non mi ha fatto sognare neanche un po'. Non provo emozioni guardando cubi.
 
Mi sono emozionato e commosso invece per tante altre cose. Per esempio per questa bimba dal sorriso dolcissimo, che da sola si è fatta un paio di chilometri per andare a svuotare la spazzatura. Mi vengono in mente alcune delle nostre mamme: "Ah no! Stasera non posso uscire! Devo preparare la cena ai miei figli... Giuseppe di 28 e Mario di 30 anni... sapete... senza di me si sentono persi!"
 

... E di sorrisi belli e commoventi l'India ne offre moltissimi... non mancherò di aggiungerne altri.

Lei? Si chiama Mangiulla... i suoi genitori l'hanno educata male... la mandano a mendicare anzichè a scuola... eppure sapeva l'italiano quasi meglio di me... se solo capissero che la loro figlia ha un'intelligenza che potrebbe essere utilizzata in modo molto migliore! ... Pazienza... Mio Dio, aiutami a comprendere che la Tua Giustizia è ovunque e che a tutto c'è un perchè armonico.

 

Dimenticavo di presentarmi... quello brutto in mezzo sono io... sì... io... quello che si commuove e si emoziona... cosa volete... non è prerogativa dei belli sognare.

E gli altri cinque? Piccola delegazione Gayatri in visita al Superspeciality Hospital di Puttaparthi. Sembra un Tempio Sacro, più che un ospedale. Silenzio, Pace... tanta cortesia... e tutto gratuito... non esistono sportelli con la scritta: CASSA.

Incredibile? Con Sai Baba l'impossibile diventa possibile.

   
Ma torniamo ai volti belli (non che gli altri cinque sopra, con me, non lo fossero, anzi!) ai volti che emozionano. Bambini tolti dalla strada. Genitori che non desiderano che i loro figli rimangano nell'ignoranza. Più un paese è povero e maggiormente diventano di primaria necessità due cose: ospedali e scuole.
 
Anche la scuola però può diventare un business. A Puttaparthi, negli ultimi due anni, sono state chiuse ben 32 scuole, aperte al solo scopo di sfruttare la figura dei bambini per raccogliere denaro. Noi ne stiamo aiutando una regolare. Abbiamo fatto i controlli alla polizia locale e abbiamo ricevuto ottime referenze anche da persone residenti, in particolare Gaia, una devota australiana di Sai Baba che si è trasferita con il marito e ci può aiutare nello sviluppo del progetto sul posto.
 
Perchè piange il piccolo Satyappa? E' tutta colpa mia. Il papà (di nome Guruswami, al suo fianco) non voleva che il figlio frequentasse i bambini che andavano ad elemosinare a Puttaparthi, ma non aveva denaro per mandarlo a scuola. Ci ho pensato io. Andava tutto bene fino a che il papà non gli ha fatto visita in classe. Satyappa è scoppiato in lacrime. Ma niente paura. Nei giorni seguenti il bimbo si è ambientato bene ed ha imparato in fretta l'alfabeto inglese.
 
Tutte le Insegnati sono brave e il Maestro-Direttore è una persona di gran Cuore. Stiamo cercando di ampliare il suo Progetto d'Amore: una scuola che possa ospitare 50 bambini orfani e 50 di famiglie indigenti. Per ora la sua scuola ne può contenere solo 35 in totale. Ci sentirete ancora parlare di loro.
 
Il Maestro-Direttore è lui! L'unico in Puttaparthi (fatta eccezione per le Scuole di Sai Baba) che insegni ai suoi ragazzi tre lingue fondamentali dell'India: Telugu, Hindi e Inglese. Aveva già un lavoro ben remunerato. Una notte sognò Sai Baba che gli disse di fare qualcosa per i poveri del suo villaggio. Lasciò il lavoro e aprì la scuola. Le nostre strade si sono incrociate proprio in un momento particolare.
... Vi presento le altre due Maestre... i nomi?... Tanto poi ce li dimentichiamo... ma ce li ho scritti da qualche parte... in quanto a lingue straniere sono una frana...
 
... Ecco l'altra... comunque stiamo preparando un sito internet per la diffusione del Progetto-Scuola... lì potrete trovare tutti i dati... se volete maggiori informazioni scrivetemi: natyan@studiogayatri.it
 
Una breve carrellata fotografica degli scolari... senza commento...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ... ah no... pausa... questa è la Baby-Sitter... se non commento come fate a saperlo?...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ...
 
... senza commento ...
 
Baby-Sitter e Cuoca... volti dolci e sereni...
 

Oh cielo... e lei chi è? Troppo bianca per essere indiana! ... E' Ilham... tutte le foto esposte le ha fatte lei... brava vero? Ma la galleria fotografica non è finita. Inoltre, stiamo preparando anche i filmati per gayatri.tv e vari power-point. Vogliamo condividere con voi tutte le nostre emozioni.

 

 
Tornando ai bambini. Da dove venivano? Ecco le loro case, fatte di stracci. Studiare per loro significa realizzare il sogno dei genitori. Non vederli più vivere in quelle condizioni. La nostra cara Dodi ha comprato per loro un sacco intero di cioccolato. Nel villaggio l'hanno letteralmente assalita. Ma Dodi è una donna forte e determinata. Con fermezza mista a dolcezza ha tenuto tutti a bada ed è riuscita a dividere equamente le cioccolate.
 
... Qualcuno ha messo da parte per dopo... altri hanno divorato subito.. e c'è stato chi... come questa bimba... che ci ha messo un po' a finire tutto il cioccolato... ci vorrebbe anche un bravo dentista in quel villaggio...
 
Aiutare veramente significa rendere autonomi e indipendenti. Volevo comprare a Guruswami una mucca. Lui mi ha detto che sarebbe costato troppo mantenerla e che preferiva acquistare piccole mucche, perchè fanno due cuccioli ogni tre-quattro mesi e il mantenimento non costa nulla. Piccole mucche che fanno la metà del latte di quelle grandi. Mi domandavo chissà che razza di mucche fossero. Dopo l'acquisto al mercato divenne tutto più chiaro: le piccole mucche erano caprette. Latte assicurato per tutti i bimbi del villaggio.
 
Ma potevo lasciare la famiglia di Guruswami (moglie incinta del terzo figlio più cinque fratelli e una sorella) in una capanna di stracci? Con 38.000 rupie (circa 900 euro) potevo regalargli una casa di mattoni. Jotyr fece sapere a tutto il gruppo Gayatri della mia intenzione e in un giorno radunammo i soldi per l'acquisto. Satyappa, ancora in abiti scolastici, fu molto contento di non doversi più prendere la pioggia, di notte, quando con il maltempo, l'acqua filtrava dal tetto di stracci della sua capanna... beh... capanna... chiamiamola così.
 
... Alle spalle della sorella di Guruswami (quella che lava la bimba con la brocca in mano) potete vedere quella che io ho chiamato capanna... non pensate perciò alla bella struttura di Robinson Crusoe... ci sono entrato... stracci... terra... un'invasione di mosche... e un affitto di 7 rupie al mese per il pezzo di terreno utilizzato. Quel signore con il sacco in mano? Hanuman (il nostro caro Giacomo) ha comprato 90 kg di riso diviso in tre sacchi da distribuire a tutto il villaggio.
 
Ehm... perdonate... mi sono dimenticato di chiedere a mamma maiala quanto pagasse di affitto per l'occupazione del suolo... stava allattando i suoi cuccioli e non ho voluto disturbarla. Potete comunque immaginare che il lavoro educativo non sarà una cosa facile per noi. Solo pochi del villaggio recepiscono che la convivenza con i maiali non recintati è foriera di malattie. Tra scuola e villaggio ci aspetta un difficile compito: combattere l'ignoranza.
 
Quello giallo? Non è un'altra capanna, bensì il lussuoso taxi che ogni giorno mi conduceva a far visita al villaggio. E ogni giorno ero accompagnato da qualcuno del gruppo Gayatri, a turno, per studiare la situazione, fare visita di cortesia, cercare di capire le vere necessità e come essere di aiuto senza cadere nel facile buonismo.
 
Vi meravigliate perchè ho chiamato lussuoso quel Risciò? Beh, ragazzi, dobbiamo fare le dovute proporzioni quando ci riferiamo ai villaggi indiani e non alle metropoli come Bangalore o Bombay. Ammirate per esempio un loro tipico lussuoso Hotel...
 
... Un loro tipico deposito di non so che cosa...
 
... Un loro tipico gommista... tranquilli... non è la sede distaccata del Centro Gomme della nostra Connj...
 
... Una loro tipica raccolta ... ehm... differenziata... dei rifiuti...
 
... Una loro tipica officina artigianale... è un fabbro signori... proprio un fabbro... e lavora sodo tutto il giorno ai bordi della strada... è stato bello vederlo all'opera... paziente... calmo... sempre con il sorriso... dignitoso...
 
... Una loro tipica... ehm... lavatrice... ma qui è di lusso davvero... siamo già a Withefield... non più in un piccolo villaggio...
 
... Un loro tipico parrucchiere da uomo... e quello da donna?... mai visti... davvero... non so perchè?!
 
... Una loro tipica aula di scuola... con tipica fotografia ricordo con uomo bianco... beh... qui non sono spettinato... è solo che in mezzo ai belli sfiguro lo stesso...
 
... Una loro tipica ... ehm... lavastoviglie...
 
... Un loro tipico allevamento di maiali... o vi aspettavate un popolo tutto vegetariano?... Noi sappiamo che la carne fa male, ma la fame è la fame... mio Dio dammi la forza di accettare ogni cosa come giusta e buona... la mia piccola mente non arriva a vedere il Tutto... io soffro... ma tu conosci i perchè che io ignoro...
 
... Un loro tipico abbigliamento di lusso per bambine... si chiama Lakshmi... la seconda figlia di Guruswami... ogni volta che mi vedeva arrivare si metteva a danzare... poi mi si attaccava ai pantaloni e non mi mollava più...
 
... Una tipica Antonietta in un tipico bar-ristorante... cosa c'entra?... beh... un po' di noi non guasta no?
 
Ve lo avevo detto che Lakshmi mi si attaccava e non mi mollava mai...
 
... Una tipica Marisha soddisfatta dell'esperienza nel villaggio...
 
Ancora Antonietta?... Si è data molto da fare per Padre Sibi prima di venire a Puttaparthi... giusto premio al suo lavoro...
 
... Comunque a dissetarci al bar ci siamo andati anche noi ogni tanto...
 
E questa è una tipica fila indiana... del resto... dove... se non in India?
 
Cittadini del mondo! Ci hanno chiesto una foto di gruppo... abbiamo felicemente accettato...
 
In tre?! Senza casco?! La nostra cara Ilham ha cercato per tutto il tempo di coglierli sul fatto, ma quando passavano (anche in 4 o 5 su una sola moto) la macchina fotografica non era mai pronta... Ma che cosa succede al penultimo giorno? Si mettono pure felicemente in posa.
 
Il bambino in braccio invece non voleva saperne di mettersi in posa, allora ci ha pensato la sorellina a "procurargli un sorriso spontaneo".
 
Non ho visto parrucchiere per donna.. ma donne che facevano i muratori sì... le ho filmate... le vedrete all'opera su gayatri.tv... che muscoli! ... soprattutto quelli cervicali...
 
Un tipico camion... notare la Om sul frontale...
 
... Non sempre in moto viaggiano in tanti... ma trovano sempre il modo per non essere da soli... quando compro uova al supermercato immancabilmente torno a casa con almeno una frittatina... questo signore tutti i giorni avanti e indietro chissà quante volte... eppure... niente frittate in anticipo...
 
Ilham ha paura dei pipistrelli piccoli... figuriamoci di quelli grandi che si incontrano in India... nell'Ashram... per esorcizzare la paura li ha fotografati...
 
Ne hanno voluta un'altra... ben felici di accontentarli... ci hanno fatto sentire parte di loro...
 
Anche Yaya, come la mamma, è stata molto soddisfatta dell'esperienza nel villaggio...
 
Hanuman all'albero dei desideri... Sai Baba, da piccolo, su quell'albero di tamarindo, materializzava frutti di vario genere per i suoi amichetti. Così prese il nome di Kalpataru (albero dei desideri) e oggi i devoti scrivono i propri desideri su un biglietto e lo appendono all'albero nella speranza che si realizzi. Il desiderio di Hanuman e quello di tutti noi è che desideriate anche voi aiutarci a sostenere in qualche modo il villaggio e la scuola...
 
... perciò... non dimenticatevi di noi...
 
... e di noi...
 

... siamo cittadini del mondo...

 

 
Mentre tutte le foto precedenti sono state scattate da Ilham, quelle che seguiranno, anch'esse molto belle, sono state scattate da Roberto... Chi è Roberto? Il marito di Marisha; qui lo vediamo mentre anche lui attacca il suo bigliettino all'albero dei desideri.. a proposito... ma se lui è in posa... chi l'ha fatta la foto?... Non lo so... ma dopo tutto il lavoro che ha fatto per gli altri ci sarà stato pure qualcuno a lavorare per lui no? Andiamo avanti...
 
... Il solito assalto all'uomo bianco... Lakshmi dalla gioia di vedermi, nel corrermi incontro ha perso una ciabattina...
 
Questa foto è importante. Sai Baba ha fatto mettere gratuitamente per tutti pozzi d'acqua in migliaia di villaggi. Una delle cause principali delle malattie coronariche in India è la carenza d'acqua. I veri miracoli di Sai Baba sono questi. Ospedali, scuole e acqua per tutti in zone desertiche.
 

Anche gli autisti dei risciò, a dire il vero, qualche miracolo lo sanno fare. Qualcuno mi ha detto che in India le persone si spingono, non rispettano la fila, non stanno attenti se ti vengono addosso, ecc. ecc.

Loro ci sono abituati. La considerano una cosa normale. Vivono in una stanza in dieci persone. Mica se la prendono tanto come noi se qualcuno al supermercato li sfiora camminando. Invadono ingenuamente e senza malizia lo spazio di noi occidentali perchè abituati a farlo tra di loro per pura necessità. Per risparmiare prendono un solo risciò in 7-8 persone e si stringono tra di loro in allegria e serena sopportazione.

 
Noi... in fondo... viaggiamo comodi nei nostri taxi... belli i primi piani di Ahimsadevi e Dodi... bravo Roberto!
 
... E il mio primo piano? ... sssh ... sto facendo un reportage in incognito... ho comprato la mia prima videocamera (in Italia) e al negoziante ho chiesto da vero esperto del settore: "Vorrei comprare una cinepresa!" ... Ilham direbbe che sono più simpatico che intelligente...
 
Mi sono organizzato benissimo... peccato che per leggere il libretto delle istruzioni avrei dovuto frequentare un corso di ingegneria ellettronica... ah le vecchie cineprese!!! ... guardavi in un occhiolino e schiacciavi un bottone... bei tempi!
 
E loro chi sono? Giovanni e Giusy... come Antonietta hanno "sudato" tantissimo per la scuola orfani di Padre Sibi, prima di raggiungerci a Puttaparthi... per continuare a sudare... dal caldo...
 
Diamo allora il via a qualche foto ricordo del gruppo... forse per questo le chiamano foto di gruppo? Qui siamo nella casa appena "rogitata" in favore di Guruswami. Le firme del proprietario e dell'acquirente? Due impronte digitali... Alla mia destra (la vostra sinistra) potete vedere la moglie, timida, riservata... per questo non la troverete facilmente nelle foto...
 
Foto di gruppo spezzettato... non ci stavano tutti ...
 
... ecco l'altro pezzo...
 
E questo che gruppo è? Beh... c'è un'intrusa solista viso pallido...
 
Non sono affatto mancati gli elementi da ... allegra brigata... anche perchè ormai il motto lanciato da Ilham è "Siamo tutti più simpatici che intelligenti!"... Una di noi (non faccio nomi) solo dopo due giorni si è accorta che in India si viaggia nel senso opposto al nostro... pensava che tutte le auto andassero contromano! ...
 
... ma chi di noi può aver pensato una cosa del genere?... no no... ripeto che non faccio nomi! ...
 
Un po' di traffico a Bangalore... il clacson per loro non è un optional... lo suonano spesso... tutti... e non si arrabbia nessuno... per loro suonare non vuol dire protestare... vuol semplicemente dire: "Guarda che sto arrivando!"...
 
Un bel primo piano di Satyappa... tanto per tornare in tema...
 
La faticosa scalinata per raggiungere il famoso Kalpataru... l'albero dei desideri... Hanuman e Leelaya sono già molto più avanti...
 
Sempre Hanuman e Leelaya... questa volta in visita ad un tempio di un villaggio non lontano da Puttaparthi... in quel posto non c'è un solo mendicante... tutti lavorano dignitosamente... semmai agli ospiti "bianchi" vengono fatti doni in frutta o verdure varie...
 
I bimbi di quel dignitoso villaggio...
 
... Ancora un complimento a Roberto per le bellissime immagini... prima di proseguire...
 
Qui vediamo ancora Leelaya e Hanuman con il taxista che abita proprio in quel villaggio... ah... il taxista è quello senza capelli... che non si chiama Hanuman... sia mai che vi confondiate...
 
E Hanuman che cosa mai poteva incontrare nel tempio del villaggio? ... La sua Divinità prediletta... omonima...
 
E anche lì è arrivata l'acqua di Baba ...
 
Ora un po' di ricordi nell'Ashram ... come le passeggiate nei viali...
 
... sì ... al plurale...
 
... o gli sguardi buttati dall'alto ...
 
... la Puja della mensa europea... dove si prega prima di mangiare...
 
... o la Puja antistante alle camere di alloggio ...
 
Beh... ora Roberto dovrebbe spiegarmi come sia riuscito a fotografare la mensa delle donne... già è vietato fotografare all'interno dell'ashram (anche se chiudono un occhio e mezzo) ... ma che un uomo oltrepassi i confini riservati alle donne è un po' troppo no? ...
 
Foto ricordo prima di entrare in camera ...
 
... ed ecco una tipica camera d'alloggio dell'Ashram
 
... il vialetto sopraelevato dal quale... gettando lo sguardo... è possibile vedere l'abitazione di Sai Baba ... quanti ricordi...
 
Eh sì... uno sguardo nostalgico da ultimo giorno di permanenza...
 
Ma no su... meglio usare la memoria per ricordi che apportino gioia...
 
... sorrisi ...
 
... ringiovanimento ...
 
... desiderio di continuare a fare qualcosa di buono nella vita ...
 
... di sentirsi tutti una sola cosa...
 
... di continuare a guardare lontano ... vivendo il presente ...
 
... rendendosi conto che ciò che fa paura ... in fondo.. se relazionato all'Infinito Assoluto ... è innocuo...
 
... e che radunandoci intorno all'albero della Meditazione chiamato Cuore... tutto è risolvibile ...
 
... No... non siamo Aldo Giovanni e Giacomo ... anche perchè l'unico Giacomo del gruppo ora si chiama Hanuman...
 
... Ero diventato troppo serio... meglio tornare a farvi sorridere...
 

... E non svegliatemi da questo bel sogno... per cortesia ...

A presto!

natyan

 
No... non è stata una semplice gita turistica ... molto molto molto di più!